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Gli artisti di Gorchlach: Federico Mariotti

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Torniamo a parlare de “Gli Artisti di Gorchlach”! Riprendiamo la rubrica con una quarta intervista per farvi conoscere, questa volta, uno dei protagonisti in assoluto della nostra serie.

Inizia il suo percorso attoriale nel 2002 con i corsi di recitazione e doppiaggio della Scuola di Cinema “Immagina” di Firenze, continua la formazione con alcuni tra i più noti acting coach come; Ivana Chubbuck, Anna Strasberg e Juan Carlos Corazza. Segue i corsi di dizione e doppiaggio de “L’Accademia del doppiaggio” a cura di Roberto Pedicini e nel marzo 2014 viene ammesso al “Laboratorio Permanente: La verità dell’Attore” di Alessandro Prete a Roma dove attualmente continua la formazione. Lavora in produzioni indipendenti e non, teatro e spot-TV; Interpreta Napoleone Bonaparte nel corto “ELBA – Napoleon’s Legacy”, è Valus nel film fantasy-horror “The Iced Hunter” di Davide Cancila, è nel cast del film “Matrimoni e altri disastri” di N. Majo. Lo vediamo protagonista di numerosi corti horror tra cui; “Io sono morta” e “Anger of The Dead” di F. Picone. Ed è il volto di numerosi protagonisti di spot-TV di importanti brand; Koins Collection Mania, Impresa Semplice di Telecom Italia, Santa Margherita Pinot Grigio per gli Usa, McDonald’s World Cup 2010 e Genialloyd.

Dunque un poliedrico talento tutto toscano, un avventuriero che segue il suo sogno sin da bambino, nella realtà come nella finzione. Stiamo parlando dell’attore Federico Mariotti alias Gugliemo Corsaris protagonista maschile di Gorchlach!

Il nostro Indiana Jones made in Italy? …lo abbiamo intervistato per voi!


gorchlach the legend of cordelia Screenshot da “Gorchlach: the legend of Cordelia” di F. Cento

Ciao Federico! Nella nostra serie interpreti l’archeologo Guglielmo Corsaris, un Indiana Jones tutto italiano. Come hai affrontato l’interpretazione di questo personaggio? Quali sono i suoi punti di forza e i punti che hai in comune con lui?

Ciao a tutti! Un piacere per me fare questa bella chiacchierata insieme. Beh, già hai detto una parolina magica, anzi due, Indiana e poi Jones! Nell’ideale di tutti, quelle avventure sono ormai leggenda e poter dar vita a quel genere di personaggio è il sogno che diventa realtà, e non mi stancherò mai di dirlo. Interpretare Guglielmo Corsaris è un grande opportunità e un bella occasione di sperimentare e creare un personaggio vero a 360 gradi. Appena sono entrato nella squadra di Gorchlach, qualche tempo fa, ho iniziato a lavorare al personaggio con Fabio Cento, anche se nella sceneggiatura si capiva subito di che pasta fosse fatto, ho iniziato a fare delle proposte al regista e abbiamo vagliato quelle più interessanti e divertenti. Fabio e la sua Aegyptiacus Entertainment, mi ha fornito di materiale storico e tecnico, e abbiamo parlato a lungo della fabula che si intreccia nella serie. Per farmi entrare ancora di più nello spirito della storia mi ha portato a visitare dei fantastici luoghi della Valle d’Aosta che sarebbero stati i futuri set della serie, il castello di Issogne e quello di Graines per citarne alcuni e su uno scavo vero e proprio con gli archeologi al lavoro. Quelle atmosfere, suggestive, piene di storia mi sono entrate nel cuore e Corsaris stava prendendo forma. Sono partito, anzi, sono tornato poi a me, a quello che avrei potuto raccontare della mia vita attraverso e grazie a Guglielmo e da li è iniziato quel fantastico lavoro, artigianale, che mai si ferma, volto a creare un personaggio vero, che vive ogni tipo di situazione. Per me è l’eroe della porta accanto, estremamente normale, ma proprio per questo pronto a fare cose straordinarie, costi la sua stessa vita.

I punti di forza di Corsaris sono la curiosità e determinazione che ha nel cuore, vuole illuminare la realtà delle cose che scopre, e di quelle che intuisce l’esistenza e per le quali lotta per riportarle alla luce. E’ forte di molte convinzioni e idee seminate piano piano nel suo cuore da una persona fondamentale nella sua vita, la cui identità non si può ancora svelare ai nostri lettori. Corsaris è tanto maldestro quanto deciso, a volte impacciato ma tenace, empatico e pieno di intuizioni creative direi, burbero quanto basta, e nonostante tutto, nonostante gli ostacoli ama la vita e non si arrende. Ecco, questo mi accomuna a lui.

Per entrare nella parte il regista Fabio Cento vi ha voluto far vivere una giornata in un vero cantiere archeologico, a contatto con reperti e professionisti al lavoro. Pensi che questo abbia contribuito allo sviluppo del tuo personaggio? Se si in che modo?

Assolutamente si, questa esperienza ha dato un grande contributo. Come accennavo prima, Fabio ha organizzato per me e l’altra protagonista, Alice Lussiana Parente che è Rachel in Gorchlach, una visita su uno scavo aperto. E’ stata un’esperienza unica, non capita tutti i giorni, e per me era la prima volta, di poter accede ad un sito archeologico sul quale si stia lavorando, blindato ovviamente ai non addetti ai lavori. Quei fantastici professionisti sono stati molto disponibili, hanno risposto alle nostre domande e ci hanno spiegato come si procede su uno scavo, come si archivia, come si rispetta quel passato che riemerge. Corsaris poteva respirare quell’aria, e io potevo fare tesoro di quella giornata per tessere ancora meglio la sua storia e il suo modo di operare e muoversi su uno scavo. Sicuramente ho iniziato a guardare al mestiere dell’archeologo con uno sguardo più attento e nuovo.

elba2 Screenshot da “ELBA – Napoleon’s Legacy” de I Licaoni

Cosa ti ha spinto a prendere parte all’avventura di Gorchlach? come hai vissuto finora l’esperienza sul set con il regista Fabio Cento il cast e la crew?

Ecco perché ho detto che non mi stancherò di ripeterlo. Quando Fabio mi ha contattato, raccontato la storia e mi ha proposto il provino per essere Guglielmo Corsaris, ebbi subito la certezza che nell’aria c’era un progetto bellissimo, epico. Era la grande opportunità per realizzare un sogno, interpretare un archeologo. Accettai senza nessun dubbio e vinsi il provino. Quando è iniziata la lavorazione è stato un piacere conoscere Fabio e la sua Crew, abbiamo imparato a conoscerci lavorando e condividendo momenti fuori e dentro il set. E’ una collaborazione dinamica, di scambio, anche quando non sono in Valle continuiamo a lavorare a distanza. E’ una bella collaborazione quella con Fabio, creativa. Una volta, la sera prima di girare abbiamo scritto di getto una scena da integrare al primo episodio che ha delineato ancora di più il carattere di Corsaris, ed è stato molto bello e soddisfacente vedere come funzionava bene il giorno dopo sul set quando l’abbiamo girata. Non vi dico quanto abbiamo riso quando abbiamo rivisto le riprese! Detto, fatto, è molto bello lavorare così. La crew è fatta di bravi professionisti, c’è un bel clima sul set, tra gli attori e i tecnici, perché chi prende parte a Gorchlach, ho notato, che in primis porta l’entusiasmo di poter far parte di un progetto così avvincente e poi tanta voglia di fare. In più giriamo in posti bellissimi e condividiamo la determinazione di portare a casa un ottimo lavoro, i luoghi poi sono incantevoli. E’ un grande viaggio che condividiamo e di questo ne sono felice, questo è importante anche per Corsaris!

Miti, leggende, storia. Questi sono alcuni degli elementi delle fondamenta di Gorchlach. Il tuo passato di bambino e’ mai stato influenzato da questi elementi?

Beh, ti posso dire di essere sempre stato un sognatore. Da bambino, e ci faccio caso in questi tempi, hanno avuto un grande ascendente su di me storie avventurose, fantastiche, e il tema dello spazio mi ha sempre affascinato. Per me, come per molti bambini, era spontaneo farmi un kit di sopravvivenza, con bussola, temperino e borraccia. Lo sai, fino a qualche momento fa non me lo ricordavo nemmeno più! Si, avevo una sorta di sacca dell’esploratore. I miei zii mi portavano ad una grotta, poco distante da casa, e mi divertivo un sacco. Avevo anche una piccola collezione di minerali. In quegli anni sono cresciuto con film che, ora, mentre racconto, mi corre un brivido sulla pelle per le emozioni che mi hanno dato. La trilogia di Indiana Jones, I Goonies, Explores, La storia Infinita, Willow, Ritorno al Futuro, E.T., Highlander, Terminator, Gremlins, Corto Circuito, ma potrei continuare ancora. Sono storie che hanno alimentato la fantasia, che mi portavano nei posti dai quali non potevo prescindere, che mi facevano fantasticare e immedesimare in quelle storie. Forse hanno gettato i semi di quello che poi sarebbe diventato il mio lavoro, ho sempre amato il cinema e il mestiere dell’attore mi ha da sempre affascinato.

anger of the dead Screenshot da “Anger of the dead” di F. Picone

Sappiamo che proprio come Guglielmo ti piace buttarti a capofitto verso nuovi orizzonti! Ora ti stai dedicando a 360 gradi a quello che ormai per te e’ diventato un vero e proprio lavoro. Raccontaci un po’ il tuo percorso di formazione fino ad oggi.

Oggi come mai prima, mi rendo conto che questo mestiere, quello dell’attore, è un lavoro complesso e profondo, che necessita di dedizioni, passione e coraggio, che si evolve e matura come il buon vino ma solo se lavori ogni giorno su di te, e insieme ad un vero maestro che ti possa guidare nella conoscenza artistica di te stesso. Ma facciamo un passo indietro, di una ventina d’anni più o meno.. Cavolo non sono più un ragazzino! C’era una volta un ragazzetto, sedici anni più o meno, che si divertiva a prendere in ostaggio gli amici e i familiari per girare corti fatti in casa, e mi divertivo tantissimo. Qualche anno dopo, nel 2002 mi iscrivo alla Scuola di Cinema “Immagina” di Firenze, poi dal 2006 al 2009 ho continuato al “Teatro Studio Blu – Il Funaro” di Pistoia. Ho partecipato in quegli anni ai workshop intensivi di Ivana Chubbuck e Juan Carlos Corazza. Tra il 2012 e 2013 ho seguito i corsi de “L’Accademia del Doppiaggio” tenuti da due grandi doppiatori, Roberto Pedicini e Christian Iansante.  Ci sono state delle belle coincidenze grazie alle quali incontro Alessandro Prete, regista, autore e attore, il maestro che cercavo. Così dal marzo 2014 sono stato ammesso al suo “Laboratorio Permanente – La verità dell’Attore” a Roma. Li continuo a formarmi, e a perfezionarmi, con una continua ricerca sulla mia verità che mai potrà mancare, ed è un lavoro che tecnicamente non avrà mai fine come non ha fine l’evoluzione e la crescita personale, cose che per me sono l’unico cuore.

Hai interpretato ruoli molteplici, partendo dall’horror, fino ad arrivare all’avventura/fantasy genere poco usuale in Italia. A quale genere sei piu’ legato? Il genere avventura/fantasy è nelle tue corde di attore?

Quelli di cui mi parli sono generi che amo, e grazie a queste produzioni indipendenti ho potuto lavorare in contesti che altrimenti non avrei testato su di me, anche se in Italia il film di genere sta piano piano tornando al cinema. Devo dire che sono legato a tutti i lavori e i personaggi che ho avuto l’opportunità di fare, sono legato all’horror perché quei lavori hanno rappresentato l’occasione di farmi conoscere nel panorama indipendente, di poter essere chiamato per altri lavori e poter così passare al fantasy e all’avventura, genere che amo. Mi chiedi se il genere avventura/fantasy è nelle mie corde, posso dirti che mi piace tantissimo dare il duecento per cento, soprattutto quando si tratta di fare cose molto fisiche e di azione, il tutto però, parlando di Corsaris, deve essere condito dal suo fare un po’ impacciato che fa divertire. E se è nelle mie corde, mi auguro, lo diranno i nostri spettatori!

gorchlach the legend of cordelia 2 Screenshot da “Gorchlach: the legend of Cordelia” di F. Cento

Che cosa consigli ad un giovane attore italiano che vuole tentare la tua stessa strada?

Consiglio in primis di mantenersi sempre fedeli a se stessi, chiedersi e capire quale sia il motivo per il quale si vuole iniziare la carriera da attore. Detto quel si, bisogna sapere che ci vuole dedizione, pazienza e molta energia. Provare subito nelle scuole più importanti, e trovare poi il proprio maestro che possa mettere in luce il proprio essere e il proprio talento, unico e speciale. Lottare sempre, e cercare di lavorare sempre con i migliori. Infine mai arrendersi, avere fiducia, non sentirsi mai arrivati e incuriosirsi sempre.

Abbiamo fatto riferimento ad Indiana Jones… ma dicci, se tu avessi potuto, a quale attore del grande schermo avresti voluto rubare il ruolo?

Magari non ad uno solo, ma avrei messo la firma su un bel Martin McFly in “Ritorno al Futuro” e essere “L’avvocato del Diavolo”.

se fossi un film fantasy, quale saresti?

Sarei “La storia infinita” ma anche “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”.

Federico Mariotti

due citazioni preferite da film!

Mi viene in mente: “Grande, Giove!” e il leggendario “Ehi, stai parlando con me?”

ora andiamo sull’improbabile: qual’e’ il tuo tallone d’Achille? E perche’?

Magari ne ho più di uno, soprattutto in questo meraviglioso mestiere si combatte sempre con le nostre insicurezze e limiti da superare. Direi che a volte il voler predeterminare prima dove voglio portare un’azione o una scena mi distrae dal qui e ora e mi fuorvia. Ma sto imparando a combatterlo. Sennò dove sta il gusto della sfida!

grazie Federico! Ora saluta tutti a modo tuo!

Grazie a voi tutti e a Fabio! Vi saluto cosi:

Il destino di una persona è già scritto nel suo cuore, impariamo ad ascoltarlo!

A Presto!


Siamo pronti per altre mille avventure Corsaris!

Se volete saperne di più sul nostro Federico Mariotti vi invitiamo a dare un occhio al suo sito ufficiale e alla sua scheda IMDb

Gorchlach: tra noir e horror

Scritto da Gorchlach on . Postato in Blog, Blog

Dopo la presentazione ufficiale al 23° “Courmayeur Noir in Festival”, “Gorchlach: the legend of Cordelia” torna alla luce con un trailer inedito, presentato il 26 aprile durante l’evento Livornese “Fi Li Pi Horror Festival”. La scelta di presentare “Gorchlach”, all’interno dei contenuti della programmazione dell’evento, è partita dal direttore del Festival, Alessio Porquier, che ha riconosciuto la produzione come “Cinema indipendente di qualità”. “Gorchlach” ha ottenuto un posto d’onore tra i big dell’horror italiano, ospiti del Festival; Lamberto Bava, Pupi Avati e Manetti Bros.mariotti2A presenziare invece, per la produzione valdostana, l’attore protagonista Federico Mariotti alias Guglielmo Corsaris, che nelle vesti di inviato speciale, ha aperto nuovi orizzonti alla fiction tutt’ora in produzione. Il trailer, contenente immagini esclusive del primo episodio, svela gran parte del cast, tra cui spicca il volto del noto attore e modello spagnolo Sergio Muniz e l’inconfondibile timbro del celebre doppiatore Luca Biagini, voce di Hugo Weaving.   La proiezione, introdotta dal direttore artistico del Festival e dall’attore protagonista Federico Mariotti, ha incuriosito ed affascinato il pubblico in sala, riscuotendo un gran successo tra i presenti.
Conclude con entusiasmo il direttore Alessio Porquier; “Un progetto che promette davvero bene. Vi aspettiamo con la serie il prossimo anno. Gorchlach!”

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